12 luglio 2008

Marco Deambrogio - Destinazione Afghanistan





Ciò che segue è preso direttamente dal sito di Marco Demabrogio (www.marcodeambrogio.com).
E' appena uscito il suo secondo libro. E' un viaggiatore che mi ha regalato diverse emozioni con il suo primo libro (Il giro del mondo in moto).
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Marco ha raggiunto la capitale afgana via terra, attraversando uno dei territori più pericolosi del pianeta, sfidando tempeste di sabbia e cavallette, deserti senza fine disseminati di campi minati e catene montuose che superano i 5000 m, per portare una donazione a Emergency e un messaggio di pace a un popolo in difficoltà.


La prefazione è di Emergency, in quanto il viaggio è stato fatto con l’obiettivo di raccogliere fondi a loro favore, l’autore e la casa editrice hanno destinato una parte dei proventi del nuovo libro a questa organizzazione umanitaria, Deambrogio ha raggiunto l’ospedale di Emergency a Kabul per sensibilizzare l’opinione pubblica sui gravi problemi che affliggono l’Afghanistan.

«Nella vita ci sono due tipi di persone: quelli che restano a casa e gli altri», diceva Rudyard Kipling, omaggiando il coraggio di chi accetta il richiamo e la sfida della strada e del destino. Marco Deambrogio non appartiene a nessuna delle due categorie, perché, per lui, la casa è la strada, l’interminabile nastro di terra che è promessa di stupore, la rotta lungo cui questo navigatore di terra ferma ha eternamente bisogno di prendere il mare. Vero Marco Polo del terzo millennio che ha sostituito il cavallo con la motocicletta, si fida più dell’istinto che delle mappe e tiene in tasca frammenti di mille lingue per poter parlare con tutti coloro che incontra, Deambrogio non si è accontentato del giro del mondo su due ruote compiuto nel 2001.
L’anno dopo, deciso a portare una testimonianza di pace nell’Afghanistan devastato dalla guerra angloamericana ai talebani e una donazione a un centro di primo soccorso aperto da Emergency, è tornato in sella per una nuova impresa, affascinante e rischiosa. Un viaggio da Milano a Kabul, sulla stessa moto con cui aveva attraversato le Americhe e l’Asia, con lo stesso bagaglio leggero, la stessa voglia di raccontare, giorno per giorno, il suo contagioso entusiasmo di viaggiatore. Senza fretta, senza pregiudizi, senza tappe forzate, senza visti di ingresso, tanto una soluzione si troverà. Spesso sorprendente. E allora via, dall’Italia ai tesori di Samarcanda passando per la vecchia Russia, tra incontri bizzarri e avventure da brivido, jazzisti sul Mar Baltico e colazioni all’alba nel deserto, impenetrabili città-cosmodromo e doganieri corrotti che amano Celentano, attacchi di locuste e profumati bazar, carri armati che diventano giocattoli e tunnel senza luce che attraversano le montagne, bicchieri di vodka e volti dai profili sconosciuti. In fondo, il percorso attraverso l’Afghanistan degli estremisti religiosi e dei marines – così diverso dai libri letti quando andare lontano era un sogno di ragazzo – terra cosparsa di precetti disumani, di mine, di macerie e delle lacrime di bambini feriti che Gino Strada raccoglie e assiste. Un viaggio vissuto con la sincera passione e la fame di libertà di chi non si considera mai «di passaggio». Perché la casa è proprio qui. E', ancora una volta, la strada che stai percorrendo.

“Mi sento come un animale selvatico, che annusa vivace la vita in cerca di cibo, acqua fresca e un posto riparato per dormire: anche io non so dove mi sdraierò nelle notti che verranno, come mi procurerò il cibo e un giaciglio caldo dove fare riposare le ossa, anche io dovrò affinare il mio istinto di sopravvivenza per portare a casa la pelle. Ma questa è la mia natura: vivere libero come il vento che ora si sta alzando nella pianura.”

Marco Deambrogio è nato a Valenza Po nel 1966. La sua passione per i viaggi lo ha portato in tutto il mondo, dal Polo Nord ai deserti australiani. Tra le sue esperienze in moto più memorabili, la Milano-Kabul nel 2002 , la Venezia-Pechino nel 2004 e il raid in Oceania sempre in moto nel 2005.

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14 luglio 2007

Back to Bogota'.



Se dopo due giorni di viaggio, a Quito, come diceva il Mus mi sembrava di essere gia' in viaggio da mesi.. ora che e' passato un mese mi sembra sia passato tutto in due giorni. Game Over.
Fra 30 minuti ho il volo. Il volo AF9804 arrivera' su Malpensa la domenica alle 11.35. Pacco! E pensare che lunedi' ho il turno di notte!Se il secondo giorno a Medellin sono uscito a ballare ancora con Fabian e gli altri in una discoteca locale, ieri sera sono uscito con gente che avevo conosciuto a Bogota' la volta scorsa e sono andato in una sorta di discopub di salsa. Rigaz che massacro! Sono tornato la notte alle 2.00 "muy borracho" ))
Vedere la gente che balla la salsa benissimo e' entusiasmante. Ubriaco ho ballato anche io chiaramente.. ma cherridere...
Queste due ultime tappe colombiane hanno confermato il calore della gente, la sqisitezza di questi luoghi poco battuti da viaggiatori.Come dice una frase in un book nell'ostello di Bogota', la Colombia e' un filtro di viaggiatori. Qui infatti ho incontrato la creme de la creme. Tutte persone interessanti. Tutte stupende.
Ora mi aspetta l'aereoporto e mi auguro di non dover disfare lo zaino per la polizia perche' giuro che non riesco a rimetterci tutta la roba dentro!Un abbraccio a tutti, ci vediamo prestissimo e grazie ancora per avermi seguito in questo mese di lucida follia.
Shella.

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11 luglio 2007

Medellin: Gnocche e.... gnocchi!





Il bus questa volta era piu' serio e con mia sorpresa... scopro solo ora che anche i bus hanno prezzi.... trattabili! E via! 19000 pesos in meni per il viaggio.
Arrivo fresco fresco a Medellin alle 7.30 e che ve lo dico a fare? Nel bus c'erano tre tipe con tettone enormi ahahha!
Comunque bando alle ciancie, arrivo all'ostello Casa Kiwi e dopo aver preso possesso del letto nel dormitorio mi vado a fumare una sigaretta sul terrazzo e chi ti becco? Un americano che avevo conosciuto il primissimo giorno a Bogota'. Poi mi accendo la sigaretta e chi ti becco? Fabian! Lo scoppoato Uruguayeno. Ma daaaaai! Che stile! Subito ci ritroviamo e dopo un po di orientamento in ostello andiamo a fare la spesa in centro... eh si! Perche' stasera si fanno gli gnocchi! Lui fa gli gnocchi Napoli style ed io il sugo. Un successone chiaramente! Ah a proposito ma qualcuno gli gnocchi li ha mai fatti con il chiaro dell'uovo anziche' usando l'acqua? Per me e' stata una news ma dio.. sono venuti eccezionali!
La sera lui ed altri vanno ad una festa privata per la quale avevano gia' gli inviti ed io resto stanco morto in ostello con un francese ed altra gente a suonare la chitarra .. chiaramente il BATTUEEEEN (mmm mmm mmm) sdraia tutti ;-)
Domani giretto a Medellin e la sera rrrrrrumba!

P.s La foto degli gnocchi e' storta ma oh... girate il monitor!

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Cartagena!





...Immaginate un Viale dei Tigli su un bus per 23 ore con una temperatura media di 20 gradi sottozero e ogni singolo minuto... dico ogni SINGOLO minuto... con un sottofondo musicale di musica locale... e affianco un ciccione!
Ecco... un giorno in bus cos¡ ma alla fine arrivo. Cartagena! Arrivo alle 8.00 di mattina.

Qui fa un caldo assurdo e c'e' un afa umida ma sono al mare! Sono ai Caraibi!
Scelgo l'ostello nella peggio zona, chiamata Gestamani'. E' la piu' economica e tutti i viaggiatori zaino in spalla sono da queste parti. All'inizio non ispira un granche' la zona ma dopo un po' ci si abitua. Per due giorni non si possono vendere alcolici per via delle elezioni ma io invece che cedere alla coca e al fumo che vendono da 'ste parti riesco a farmi vendere una bella bottiglia di birra ed una Aguardiente che mi bevo con lo stesso tizio che me la vende e con cui passo un bel paio di ore a chiacchierare di politica, sudamerica e .. calcio!

La citta' vecchia, a due passi da Gestamani', e' qualcosa di eccezionale anche se molto turistica.
Quindi passo la serata tra il vedere la citta' vecchia di notte e facendo due chiacchiere con gente del posto promettendomi la spiaggia per l'indomani.

Il giorno successivo infatti mi catapulto su una isola poco frequentata da turisti. Si chiama Boca Grande ed era in passato un punto strategico per bloccare e affondare le navi dei bucanieri e degli inglesi che si accingevano ad approdare sull'isola allora spagnola. Ora c'e' gente molto vivace e tranquilla, un sacco di bambini che passano tutto il tempo in acqua ed un paesino piccolo e colorato.
Passo tutta la giornata con Roberto che mi fa da guida, in un certo senso, e che ricompenso con la mia cannottiera, 2 birre e 5000 pesos (2 euro).

Torno a Cartagena e mi fiondo al terminale del bus dove mi aspetta un altra notte in viaggio.. destinazine: "il paese dalle tette grosse"!! Medellin!

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07 luglio 2007

Villa de Lleyva




Villa del Leyva e' una cittadina tranquillissima.
In una parola: stupenda. Questa e' la citta' che hanno anche uato come sceneggiatura di Zorro. In effetti si presta benissimo!
La piazza e' la piu' grande di tutta la colombia nonostante il paese sia piccolissimo in se.
Tutte le vie sono in stile coloniale con case tinte in calce, bianche. Bianchissime. E' bello passeggiarci. Peccato che ho sul groppo solo tre ore di sonno e devo dormire assolutamente.
Arrivo alle 15.00 e tiro duro con le palpabre calanti fino alle 22.00 per godermi lo spettacolo della citta' illuminata di notte e la gente che suona in piazza.
L'indomani parto per Cartagena. Mi fermo 4 ore a Tunja dove ho il bus per i caraibi e approfitto per vedere case coloniali del fondatore e di altri signori dell'epoca coloniale. Cartagena e' lontanissima e mi spettano 21 ore di bus. Il tempo stringe e mi sa che devo rinunciare a qualcosa.... non so se rinunciare al parco Tayrona con spiagge mozzafiato sul mare dei caraibi e civilta' indigene... o alla zona caffettera... o a Medellin dove le ragazze sono le piu' belle del mondo e hanno tutte le tette grosse rifatte ahahha!
AAAAAAA VOGLIO UN ALTRO MESE!!!!!
:-)

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Addio Ecuador, Buongiorno Colombia!

Addio Ecuador...
Oltre all'addio anche un paio di vaffanculo sono dovuti.
Vaffanculo al taxista del tour operator che mi ha fottuto 40 euro.
Vaffanculo alla tassa aereoportuale ecuadoriana che ti da una legnata di 37 dollari di uscita aereoportuale.

A parte questi leggeri inconvenienti. Figata! Colombia! Sono arrivato a Bogota' e mi sono sistemato nello stesso ostello del 16 Giugno. Platypus.
Anche a sto giro ho conosciuto gente favolosa. Due in particolare.
Fabian, un Uraguayano che ha fatto mesi di esperienza lavorativa a Lanzanote con un gruppo di Napoletane e ora parla dialetto napoletano oltre all'israeliano, lo spagnolo... lui e' giunto in Colombia attraversando la Selva in barca sul fiume. Un pazzo :-) Un gigante!
Un altro pilastro dello stile e' Francesco. Calabrese. Che gioia sapere che c'e' gente come lui. 30 anni e tanto stile. Si e' girato per 7 mesi tutto il sudamerica ed e' scoppiatissimo!

Per la cronaca ho sentito per telfono Monica, il contatto colombiano a Bogota', doveva richiamarmi in ostello e non ha chiamato nessuno. Sembrava entusiasta eppure... solita storia: "si si si si!!" ... SEEEEEEEEE!

Arrivato a stomaco vuoto la sera German, il boss dell'ostello, un guru dei viaggi citato anche dalla Lonely, mi offre una birra. E una. Poi io nel leggere la guida me ne faccio altre due... e tre.

Nonostante sia arrivato tardi ed incazzato per i 40 Euro rubati comunque mi sono fatto convincere ad uscire con loro, Fabian e Franceco la notte a Bogota'. Siamo stati all'Escobar, una discoteca tipica della Candelaria. Io non sono il tipo da discoteca e tutti lo sanno, pero'...
Francesco e Fabian mi offrono una birra e all'Escobar con 5 dollari entri con 2 consumazioni. Una birra ed un Cuba Libre. Rigaz, mi sono divertito da morire!!!
[...]
Torno in ostello alle 4.30 e mi sveglio alle 8.00 "crudissimo". Faccio colazione con un tinto ed uno Yogurt + cereali e mi avvio per Villa de Lleyva.

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Mercanti di Liquore - Il Viaggiatore

Il viaggio non è l'emozione di attimi pericolosi
il viaggio è la gioia del tempo
pericolo è stare rinchiusi
Direzione casuale, non prevede sostachi viaggia detesta l'estate
l'estate appartiene al turista
Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.
Mischiare presente e ricordi, le strade possibili fatte
fu forse salsedine o neve
fu forse ponente o levante
L'amore lasciato sospeso, qualcuno ne approfitterà
ma questo riguarda il ritorno
remota possibilità
Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.
Se impari la strada a memoria di certo non trovi granchè
se invece smarrisci la rotta
il mondo è lì tutto per te
Paese significa storia e storia significa lingua
impara la tua direzione
da gente che non ti somiglia
Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.

(Grazie Biatis!)

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05 luglio 2007

Il richiamo della Jungla!




Due giorni e mezzo sono troppo pochi per fare belle escursioni e troppi per non fare nulla e marcire a Quito. Non sapevo cosa fare e quindi mi rivolgo alla stessa catena di agenzia viaggi che buscai a Banos. Mi propone un tour con Rafting, Bike, Trekking di due giorni. Accetto al volo! Posso finalmente vedere la Jungla!
Mi rendo conto che gli spostamenti che ho fatto sono degni di Guybrush Treepood in Monkey Island ma i viaggi costano poco e io... non me la meno a stare in bus!
Arrivo a Banos in serata e scopro che l'escursione c'e' ma per via di problemi vari che non sto a raccontare salta il rafting che si sostituisce con la canoa e niente bicicletta... che sinceramente mi spiace ma.. neanche tanto.
... ora la Giungla... avrei da raccontare tremila cose ma devo essere riassuntivo.
La Giungla e' una foresta tropicale dove si possono vedere foglie di 3 metri quadri, alberi giganteschi, liane, piante parassite che crescono sugli alberi stessi.. e la cosa piu' spettacolare e' che gli indigeni locali usano queste piante, le loro resine, le loro foglie e via dicendo per sopravvivere. Alcune resine vengono usate come cicatrizzante per le ferite, altre per igenizzare tipo acqua ossigenata, altre, come il curano, per uccidere scimmie e pappagalli.. ottimi da mangiare... in caso di sopravvivenza.
La giungla e' umida e ha un suo odore. Anche se rari si trovano alberi di vaniglia per esempio.
Senza una guida perdersi e' un attimo.
Tra una chiacchiera e l'altra Jose', la guida, mi dice finalmente la differenza tra "selva primaria" e "selva secondaria". Se la selva secondaria e' un bosco tropicale con pochi animali e sentieri bene o male tracciati.. la selva primaria e' una fitta vegetazione di alberi immensi e piante gigantesche popolata da anaconde, boa, piranha, zanzare malariche, Moghli, Tarzan, Jane e Cita. Praticamente potete immaginare io quanto "vorrasbu". Comunque la Selva Primaria e' distante e quella incazzosa sta a nord est del'Ecuador.
Nelle varie selve ci sono parecchie comunita' indigene. Alcune sono aperte al dialogo e al nostro mondo altre.. piuttosto uccidono. Tra queste ci sono i Taromenane che non accettano nulla. Anche il passagio sul fiume e' pericoloso. Se una canoa si permette di passare nella loro zona... c'e' il serio rischio di essere investiti da una quantita' industriale di lancie. Lancie perfette. La guida dice che quando una lancia ti trapassa non te ne accorgi nemmeno e una volta trafitto non puoi estrarla perche' le seghettature sono fatte in modo specifico da ... incastrarsi negli organi! Azz. E chi li cerca sti tizi? Beh un tipo e' andato li a segare un albero secolare qualche anno fa. E' stato trovato con una cosa tipo 35 lance in corpo. Cosa penso personalmente? Gli sta bene...
Tutti questi discorsi li ho fatti in una notte di giungla con la guida Jose' di 27 anni bevendo birra e fumando un paio di sigarette in capanne di paglia immerse in uno scenario asurdo... lucciole enormi, piante fosforescenti e dei suoni assurdi di cri-cri, bi-bi, cu-cu e... "CHECCOSA"....
Dormire nella giungla poi, dopo aver fatto indigestione di stelle, e' stato fantastico. Non so perche' ma da quando sono qui in Ecuador nn ho mai dormito cosi' bene... giuro. Ed ero in una capanna a lume di candela.

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Otavalo e dintorni




Una volta visto il mercato sembra che Otavalo offre poco e nulla. I suoi dintorni invece... no!
In questo periodo fanno a turno i paesini dei dintorni con una serie di feste a base di danze, bere, mangiare e ancora danze... bere e mangiare in una full immersion di 24 ore su 24.
Quando io ero a Otavalo la festa era a San Pablo. Troppo distante e troppo poco tempo a disposizione.
Decido di investire il mio poco tempo per visitare l' "albero magico".
La leggenda vuole che un tempo un uomo ebbe un problema con la donna che amava. Non mi hanno spiegato esattamente che tipo di problema ma fatto sta che ci resto' cosi' male da trasformarsi in n albero.
Questo albero, lontano 5 km da Otavalo, e' ritenuto magico dagli indigeni locali per le sue proprieta' curative. Le foglie spezzate secernano una sostanza tipo vinavil che usano per curare le ferite e attorno ci sono piante di ortica che vengono utilizzate in casi di nevrosi o robe del genere. Ci sono due tipi di ortica. Quella che "pica" e quella che "pica dibbrutto".
Si trova in mezzo alla campagna e Otavalo e' il centro abitato piu' vicino.

A 4 km ancora dall'albero magico c'e' un lago. Il lago di San Pablo. Qui c'e' la festa e si sente la musica nonostante la distanza.

Per raggiungere l'albero mi sono servito di un taxi mentre per tornare beh... il taxista mi ha raccomandato di non protrarmi oltre le 17.00 perche' non ci sono piu' bus a quell'ora da San Pablo.

La giornata e' stupenda e tutto intorno sembra un quadro di Van Gogh. Alle 16 dopo aver chiacchierato con gente di campagna che mi ha spiegato la storia dell'albero, decido di incamminarmi verso san Pablo.

Anche il lago di San Pablo una volta fu un padrone che sfruttava la sua gente in modo disumano e quindi fu trasformato in un lago.

Mentre mi incammino vedo un cartello "Parque Condor". Decido di rinunciare a San Pablo per vedere questo parco. Qui ci sono Aquile, Falchi, Avvoltoi di tutto l'Ecuador ed il progetto conesso a questo parco cerca di combattere l'estinzione delle specie a rischio.

Mi faccio la mia visita e alle 17.30 mi incammino verso Otavalo. Ho perso il bus e devo farmela a piedi ma e' bellissimo. E' quasi il tramonto e intorno ci sono solo 4 capanne e campi di mais, prati luminosi e colline stile Windows Desktop prima installazione eheh.

Concludo la mia giornata ad Otavalo cos¡'. Stanco e soddisfatto di aver investito un altra giornata a vedere posti stupendi parñando con gente locale di campagna. L'indomani tornero' a Quito.


P.s. Le foto le allego appena trovo un pc decente!

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01 luglio 2007

Cuenca - Otavalo




Questi giorni sono di puro viaggio. Puro viaggio intesi come manipolazione dello spazio e del tempo.
A Cuenca ho passato una notte in un ostello all'interno di una casa del 900.
Devo ammettere che allo spuntare di qualche pallido raggio di sole la citta' ha assunto un aria completamente differente. E' incredibile come il sole possa cambiare le carte in tavola. Sono finito in una fabbrica artigianale nella quale fanno i Panama a mano. Cuenca e' la capitale in questo. Pero' sfiga vuole che mentre stavo cercando di fare un filmato con il tipo del negozio le batterie mi danno picche e non ho quelle di riserva per via della difficolta' a trovare prese buone per la ricarica. E' un vero peccato! Lascio Cuenca alle 20.00 di sera per raggiungere Quito con un bus che percorre la Panamericana. Da Quito cambio e vado a Otavalo. La piu' grande citta' mercato ecuadoriana! Qui i colori non finiscono piu' e le bancarelle sono innumerevoli. Se fossi arrivato un giorno prima... il sabato, mi sarei beccato anche tutte le vie zeppe di venditori!
Ora compro due cazzatine e poi studio dove passare questi ultimi giorni in Ecuador... ma sogno gia' la Colombia!!!

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30 giugno 2007

Jungla o non Jungla?





Ho lasciato Banos la mattina del 28 Giugno dopo aver preso un due di picche da un viaggio che avevo gia' prenotato.

Consisteva in 66 km di Bike fino a Puyo, Rafting fino a Tena ed escursioni e trekking da indingeni locali.
Con la storia della frana pero' non c'e' nessun turista e non si e' fatto il numero quindi... ho deciso di andare da solo in bus a Tena.

Per la strada c'erano baracche di legno con tetti in paglia isolati dal mondo. La strada era tutta dissestata ed il bus andava spesso a passo d'uomo.

Arrivati a Tena pensavo di trovare Tarzan e Jane ma a parte qualche Cita devo ammettere che sono rimasto delusissimo. Certo l'aria che si respira profuma di giungla e la natura con il suo rio Napo e' veramente impetuosa e incazzata ma... non so me l'aspettavo diversa!

Tutte le escursioni ho scoperto che partono dalla Banos che ho lascaito e da Quito. Qui si puo' fdare solo rafting ma oltre a costare 60 dollari a botta resto sempre solo senza un gruppo. I pochi (2 o 3) viaggiatori in giro sono gia' in partenza per altre mete.

Ho quindi passato il pomeriggio a cercare offerte per escursioni che non ho accettato, a bere birra con un Inglese che lavora a Coca per un progetto e la sera a cenare con Ecuadoregni del posto con i quali ho parlato di politica, famiglia, Europa ed altro. Il giorno successivo dopo aver visto il parco Amazzonico di Tena, uno zoo in un certo senso... sono partito alla volta di Cuenca.

Mi sono sparato 16 ore di bus in 3 cambi su strade sterrate. Tena - Puyol - Macas - Cuenca.

Puyol e Macas non hanno nulla da offrire. Cemento e basta. Quindi arrivo a Cuenca e nel bus la sogno. La sogno come una citta' pulita e coloniale con uno stile che ne so .. tipo quello di Granada in Spagna. Sogno la gente che si muove sfiorando con i piedi il terreno come se pattinasse sul ghiaccio. Sogno una Cuenca bellissima.. poi arrivo e anche qui una delusione in un certo senso.

Sara' il tempo uggioso da tre giorni. Sara' che la Lonely me l'aveva fatta immaginare superiore alle normali aspettative, sara' che ho fatto le prime due settimane cos¡ intense che adesso paragono tutto al fascino delle Galapagos o alle gelide carezze del Pichincha... fatto sta che ora andro' a vedere un giardino di orchidee enorme e stasera potrei tornare a Quito per cercare un escursione nella giungla.... non posso farmela mancare assolutamente!

[Foto relative a Tena - Rio Napo]















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28 giugno 2007

La tranquilla Banos...







Lasciate le Galapagos mi trovo a scegliere tra due opzioni. La lontana Cuenca e la piu' vicina e "tranquilla" Banos a sole 3 ore da Quito.Opto per Banos anche se sull'aereo ho letto sul giornale che la strada e' bloccata per una frana. "Beh se alla stazione dei bus mi dicono che si riesce ad andare si puo' fare no?"Alla stazione infatti mi hanno assicurato che il pullman arriva al punto di frana poi dopo 5 minuti di camminata a piedi c'e' dalla parte opposta un servizio di camionetta che porta in citta'.Mi metto in viaggio a bordo del bus pensando ai bagni termali che mi spettano, ai massaggi, alla possibilita' di lavare i vestiti sporchi e alle escursioni nella giungla!Alle 21.30 il pullman arriva sul punto di frana con tanto di Polizia ed io Xavier, un autoctono, e due turiste, mamma e figlia che manco sapevano della frana ci incamminiamo per raggiungere la parte opposta.La strada e buia, il cielo e' nero e non c'e' ne luna ne stelle che brillino.Mi accorgo che c'e' un "PICCOLO" problemino.La frana e' GIGANTESCA e io ci sto camminando sopra! Il tizio e' sicuro di se stesso e non desta nessuna preoccupazione quindi non mi resta che essere emozionato e ... andare!Il pezzo di montagna e' venuto giu Giovedi' scorso e si ' portato via una cosa tipo 300 metri di strada asfaltata.Se sulla destra c'e' la montagna a sinistra c'e'... nulla. Buio.Non e' bellissimo ma a questo punto mica posso tornae indietro.Xavier dice che e' tutto tranquillo aanche se la Polizia ci sta urlando dietro dai megafoni dell'auto (ho realizzato cosa dicevano un po troppo tardi eheh)[...]La preoccupazione era di una seconda frana a sorpresa e sopratutto c'era un tratto di 20 metri veramente assurdo.Per di piu' io mi muovevo con zainone diestro e zainino avanti.Eppure non avevo la benche' minima paura. Ero emozionatissimo! [...]Io e Xavier facciamo questi maledetti 20 metri con l'aiuto della torcia senza la quale non si sarebbe visto nulla.Posiamo gli zaini e andiamo a recuperare mamma e figlia.Ora penso a quanto sono stato testa di cazzo e a quanto mi piace esserlo.La citta' e' priva di turisti sono l'unico pirla che ha azzardato a sta cosa e gli unci turisti che ci sono sono qui da prima della frana.La citta' e' isolata :-)Stamattina sono tornato sul posto della frana con una moto noleggiata dopo aver dormito in Hotel.Ho fatto delle foto e mi sono reso conto di quanto sono pazzo.Scusa Ma, scusa Pa. Non l'ho fatto apposta. Non avevo alternative! ;-)



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Finalmente Galapagos
















Approdare in queste isole per me e' stato come concretizzare un sogno.

Sapendo di avere poco tempo e di essere in alta stagione, ero consapevole di dover valutare ogni proposta di tour al peso di oro. Mi faccio convincere alla prima occasione trattando per un intero giorno il prezzo un tour per "6 dias".

Cio' che ho scelto e' stato un tour che toccava diverse isole: Santa Cruz, San Cristobal, Isla Flaminia, Isabela e Bartolome'.

[...]

Questo tour a differenza degli altri`prevede veloci spostamenti da un isola all'altra evitando di dormire a bordo di una nave.

Navigare con piccole imbarcazioni nell'oceano non e' il massimo specie se uno sei due motori della lancia si rompe e ti lascia in balia di enormi onde per mezzora! La Xamamina e' stata fondamentale per questo.

Cio' non toglie che di strizza ne ho avutra parecchia. Non tanto per il cadere in acqua quanto per il rischio di perdere le foto!

[...]

Il sole all'equatore non scherza. Sembra soave e tiepido ma alla fin della fiera mi ritrovo ustionato come un pirla non avendo usato le benche' minima crema. Pirla io :-)

Sono stati 6 giorni spessissimi. Sveglia alle 6 del mattino e lunghe traverstate in barca.. ma intensi e sicuramente indimenticabili.
Lo so che tutti vi aspettate che io parli delle Galapagos ma... beh non ci riesco.
Non sono abbastanza abile con la penna.
Come posso descrivere la sensazione di avere a che fare con cormorani che non si spostano dalla via di Puerto Ayora e ti guardano in faccia come a chiederti "CHECCOSA?".
Come posso descrivere il sapore di un pomodoro da albero tropicale in succo?
E come posso descrivere la sensazione di nuotare fianco a fianco con pinguini, cuccioli di otarie che ti guardano negli occhi sott'acqua a 2 metri di apnea e sopratutto l'andare a fare snorkeling e imbattersi in squali (Che ovviamente ti guardano tipo dicendoti: "CHECCOSA?")
Le galapagos sono un insieme di emozioni indescrivibili e nemmeno le migliori foto possono rendere loro giustizia.
Anche le stelle sembra brillare piu' intensamente, come se si affacciassero anch'esse a sbirciare lo stupore che queste isole hanno da offrire. Nel crepuscolo e al chiaro di luna. Sotto il sole e alle luci dell'alba.
Non posso scrivere nulla. Mi limito a confermare che l'appellativo di "ultimo paradiso" e' piu' che azzeccato e il timore di non tornarci mai piu' mi lascia un vuoto nel petto ma allo stesso tempo una enorme contentezza perche' ora so che c'`veramente un paradiso da qualche parte nel mondo.

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21 giugno 2007

Pichincha, 4781 metri.







Questa mattina la sveglia era alle 6.
Fortunatamente l'allarme del mio nuovo "Fashion Illuminator" da 3$ ha funzionato e dopo una colazione a base di macedonia di frutti tropicali, yougurt, muesli, huevo revueltos, succo di papaya, caffe', briosches e compagnia bella, sono partito alla volta del Pichincha. Un vulcano la cui bocca tocca i 4781 metri.
Dai 2800 metri di Quito abbiamo raggiunto i 3600 con un mezzo e da li .. via!
Passano poche decine di minuti di cammino per rendermi conto che a queste altitudini la forza e la fatica per porre un passo di seguito all'altro e' mostruosa.
Una ragazza del gruppo non ce la fa e viene portata al rifugio in auto. Lo stesso rifugio che devo raggiungere.
Mi trovo a contare solo sulle mie gambe mentre il cuore bussa nel mio petto come un pazzo in fin di vita alla porta di casa nel bel mezzo della notte.
L'ossigeno scarsegga e tocca bere molta acqua quando la testa gira.
Cosi' penso alle mie gambe, al mio cuore, all'integratore che ho preso prima di cominciare il cammino e ale sigarette che fumo.. dannandole e paragonando il fumo al vulcano stesso.
Mi impunto di arrivare in cima e fare su una sigaretta... per poi buttarla nella bocca del vulcano promettendomi di fumare meno... come un vulcano... solo di tanto in tanto.
Tra un pensiero e l'altro, una pausa e l'altra.. mi ritrovo ad essere l'ultimo.
Sul cammino si vedono folate di nubi gelide che tagliano la strada. Gli altri del gruppo sono piu avanti di me.
La temperatura scende ogni metro di altitudine che io conquisto, ma alla fine anche se sudato fradicio e con gli abiti completamente inzuppati di sudore, arruvo al rifugio, pensando "Cazzo!" e dicendo: "Ayeah!"
Arrivato trascinandomi la guida indigena, Chusky, serve the', biscotti, cioccolato per riprendere le energie.
Io mi cambio aggiungendo ai miei panni gli altri piu' pesanti e la giacca anti-vento dello scooter.
Ora la meta non e' piu il rifugio ed il sentiero non e' piu' una "semplice" strada sterrata che sale ma cumuli di roccie e sentieri sdruccievoli di pietra e sabbia lavica.
Alcuni passi conquistati allo scivolare ne costano due... e non e' bello! Sono sempre l'ultimo e gli altri non li vedo per nulla.
I sentieri sono invasi da una nebbia che in alcune zone e' cosi' fitta da farti pensare: "hey, ma qui a due metri a destra ci sono 4700 metri di -un cazzo di niente- ?"
Alla fine si segue il sentiero roccioso piu' sensato mentre il freddo non mostra la benche' minima pieta' nei confronti delle mie nude mani. 5 gradi.
Sono distrutto e mentre porto spingo un piede avanti all'altro vedo tra la nebbia Chusky che grida sorridendo "Carlos! Vamos vamos!".
Ci sono! Missione compiuta. Arrivo in cima e caccio un urlo potentissimo mentre dagli zaini sbucano le cerveze che all'aprirsi sprizzano come champagne per l'altitudine e con l'aiuto del forte vento gelido la schiuma vola.. a quasi 5000 metri di altezza.

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Quito, una bellissima delusione!

Il volo per Quito mi spetta di mattina presto.
Per le strade di Bogota' dal finestrio del Taxi non si vede nulla. Sono le 6.30 di mattino.
Il volo e' piu' breve del check-in e arrivo in men che non si dica.
Raggiungo l'ostello prenotato e devo ammettere che la Lonely aveva ragione. L'ostello e' tenuto da dio ed i colori delle mura sono piu' decisi di quelli del Messico.
Il problema sono i 2800 metri mescolati ai tre piani di scalini per raggiungere la terrazza. Qui la visuale e' aggiacciante. Il panorama e' stupendo e la citta' e' circondata da montagne e vulcani.
Quello che non mi convincie e' la gente. Da una parte sono tutti per lo piu' viagiatori in solitario come me ma ho l'impressione di avere a che fare con.. gente che ha 4..5... 10 anni meno di me... e quindi tra una cerveza e l'altra e tra una chiacchiera e l'altra passo la serata in questa mia piccola paranoia.
Il giorno seguente prendo la paranoia in contropiede e vado in centro. La lonely dipingeva Quito come una citta' pericolosa ma qui... si fanno tutti i fatti loro, anzi, fin troppo!
Sara' il fatto che Bogota' mi ha affascinato particolarmente ma la gente del posto non sorride come in Colombia, non si ferma a parlare come in Colombia e non ha tantomeno quel sapore sudamericano che percepivo in Colombia.
Continuo la mia pàsseggiata tra una piazza e l'altra inoltrandomi anche in quei posti sconsigliatio dalla Lonely ma non noto nulla di che quindi mi do al cibo.
Qui le cose cambiano! La frutta e' un altra cosa, sembra venire da un altro pianeta! Non ho mai mangiato frutta esotica cos' saporita. Alla Frutteria Monserrate, una sorta di posto fighetto locale, servono delle macedonie di frutta imbarazzanti. Sono buonissime e ci sono dei frutti avo nemmeno esistessero.
Mi faccio il mio prnzetto, compro un orologio da polso con allarme da 3 dollari per svegliarmi il mattino seguente e vado nella citta' nuova a comprare il biglietto... il biglietto per le Galapagos!
La citta' nuova non e' nulla di che. La chiamano Gringolandia ed ha senso solo di sera. Ci sono locali dove la Tennemts in lattina costa 6 dollari. Opto per il favoloso terrazzo in ostello con tanto di falo' e nuove compagnie anche piu' mature.
Ed e' con queste compagnie che a suon di Cuba Libre e Cerveza mi decido dopo la concessione di un giorno di acclimatizzazione a provare a compiere un altra impresa: Pichincha, 4780 metri. Un vulcano attivo vicino a Quito.

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17 giugno 2007

Primo giorno!!!

Finalmente vacanze.
Ieri sera sono arrivato in ostello dopo mezzora di ricerche visto che il tassista si era perso...
Effettivamente orientarsi in questo quartiere nonostante le calles e le carreras numerate cronologicamente e poste come una matrice... e' un pacco assurdo. Questa e' la zona antica, la citta' vecchia. Si respira un aria che non riesco a descrivere. E' SEMPLICEMENTE STUPENDO. Facio subito conoscenza con un Americano molto tra e tre israeliani simpaticissimi. Tutta gente che sta in viaggio mesi e mesi! Maledetti!!! Dopo chiacchierate e gossips io vado a letto e mi perndo il mio posto sul letto a castello superiore. Sono distrutto e ho veramente bisogno di dormire quindi do la buenas noches agli israeliani che mi hanno invitato in discoteca (...) e me la dormo.



Mi sveglio presto. E' domenica e sono le otto di mattina. Puntuale .. le otto!
Faccio colazione con un tinto dopo essermi sfaciolati il mignolo facendo bunging jumping dal letto ( e anche qui... cominciamo bene!!).


Mi organizzo un attimo e avendo poche ore per vedere la capitale mi fiondo in centro a Plaza Bolivar.

In giro la gente e' pochissima, c'e' una calma della quale ci si puo innamorare facilmente e l'aria che si respira ... non riesco a descriverla. So solo che sa di Sud America... Ci sono piu' militari che altro in giro alle prime ore e camminare in questa domenica a Bogota' mi da una manata di felicita' e di vita incredibile!
Inoltre la domenica chiudono le strade fino alle 14.00 e i cittadini si muniscono di bicicletta o si mettono a fare footing.



Vado in Plaza Bolivar, compro un po di frutta e l'acqua.
Da li mi dirigo verso la zona candelara che sarebbe il cuore della citta' vecchia.
I palazzi sono tutti coloniali e colorati e hanno un fascino particolare.

Poi faccio un giro al mercato e trovo un coltellino svizzero per 10 euro con tanto di bussola e luce.

Faccio due chiacchiere con un "hombre sin casa" e gli offro una sigaretta selfmade. Poi cerco di raggiungere il Monserrate, una collina raggiungibile con funivia. Ora la gente si moltiplica e in giro comincia ad esserci una vita cañiente.

Sulla strada vendono il succo di canna da zucchero che viene spremuta sul momento. E' buonissima e da un energia che non ha niente a che vedere con Red Bull e robe varie!



Il Monserrate lo raggiungo ai piedi ma pacco alla funivia perche' sono le 11.00 e alle 14.00 devo essere in aeroporto per Quito.
Sulla strada incontro una venditrice di sigarette con cui scambio una buonissima ventina di minuti di chiacchiere. Lei vorrebbe essere bianca.. io invece mulatto come lei eheh!

Infine eccomi qui, tornato in ostello dopo essermi perso un attimino a Quito.
E ora mi preparero' a mangiare qualcosa di localissimo per strada prima di raggiungere l'aeroporto.

La colombia deve essere fantastica e mi spiace dovergli dedicare solo una settimana. Mi sono preso benissimo per questo paese e in quanto a sicurezza e paranoie confermo... in Italia siamo proprio dei nerd...

P.s. Non riesco a pubblicare tutte le foto, abbiate pieta'! ;-)

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Fortunatamente non avevo un cent!!!


Il buongiorno si vede dal mattino. Arrivato in aereoporto grazie a Tzukky (grazie di cuore Tzu) mi viene in mente di fare un giro di celofan allo zaino e non avendo una lira mi precipito sul bancomat. Non trovo il bancomat! Dannazione l'ho dimenticato a casa per un giro assurdo di portafogli! Non un centesimo per chiamare Tzu e niente cellulare! Il check in e' gia partito e io sono investito dal panico. Panico! Ora?!!?!?! Elemosina... 50 cent... e chiamo super Mamma che mi porta il tutto in aereoporto con il super Papa'. Che culo!!! Grazie Ma, grazie Pa. Visto che avevo abbandonato la fila per prendere il bancomat e fare la celofanata, al ritorno mi trovo a litigare con un niggaz che sostiene che io mi sia infilato.... se non fosse stato 30 volte piu' grosso di me... grrr... Comunque a pate questo disguido, dopo 3 scali, ore di file e di check in e altre oer di chiacchierate con messicani, colombiani e venezuelani.. dopo ore di attesa a Caracas.. finalmente arrivo a Bogota'.

Approfitto per ringraziare tutti gli auguri di viaggio. Scusatemi se non sono riuscito a rispondere a tutti gli sms e le mail ricevute ma ho fatto tutto last minute... grazie a tutti! Vi ho nel cuore grazie muchos!

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13 giugno 2007

Lista zaino

Questa che segue è una lista di tutto ciò che mi porterò con me in viaggio.
Spero che questo possa essere di aiuto a chi si trova a fare lo zaino e si chiede in continuazione, come il sottoscritto, cosa manca visto che nella testa nonostante le esperienze passate, questa domanda ci assilla in continuazione.
Viaggiando da solo il carico devo portarmelo tutto da me e non posso dividere cose comuni come ad esempio i medicinali.
Ho suddiviso il tutto in vestiario, indispensabili, uglycase (beauty mi faceva incazzare solo a leggerlo!), nonplusultra (oh non sapevo come chiamare la sezione!) che contiene utensili e robe diciamo da sopravvivenza, documenti, medicinali e vaccini.

Vestiario

3 magliette di cui almeno una a manica lunga, questo sia per le zanzare che per i posti meno caldi)
2 pantaloni lunghi
1 pantaloncino
1 costume da bagno (vuoi che non mi faccio un bagno!!!??)
1 maglietta salute (Terrone sempre!!!)
1 maglietta supersalute (Sarebbe una maglietta della salute militare pesantissima, nel caso dovessi trovarmi per esempio sul Cotopaxy a 5000 metri)
7 calze (usa e getta e non)
7 mutande (usa e getta e non)
1 bandana (Come Berlusconi eheh)
1 cintura...
1 sandalo (da non usare con i calzini!!)
1 Scarponcino da trekking
1 maglioncino fine
1 maglione peso (un pile magari...)
1 Giacca anti-vento

Indispensabili

Sacco a pelo
Modulo (Quello da mettere sotto il sacco a pelo per intenderci)
Asciugamanone
Asciugamanino
Un po di sacchetti di plastica per evitare che le cose umide ammuffischino anche il resto nello zaino
Macchina fotografica
Batterie per macchina fotografica
Caricabatterie per macchina fotografica
Eventuali trasformatori di tensione
Cellulare (Non è indispensabile e io non me lo porto ma i prezzi al giorno d'oggi sono forse più convenienti rispetto ad acquistare le schede internazionali. Se lo compro cmq lo compro li per il discorso Triband e per le tariffe locali più economiche)
Una sveglia.

Uglycase
Spazzolino
Dentifricio
Sapone doccia
Sapone marsiglia (per lavare)
Rasoio a mano (per labbarba!!!)
Schiuma x barba (ci sono quelle della intesa ad esempio che sono mini)
Forbicine per le zanne
Termometro magari digitale che quello al mercurio ad alte quote potrebbe dare due di picche
Elastici per i capelli e per qualsiasi altra cosa
Uncinetto!!!! (beh a me serve per i dred...)
Filo Interdentale (che serve per l'igiene ma può servire per qualsiasi cosa da legare, appendere...)
Salviette umidificate
Nonplusultra (sopravvivenza)
Coltellino Svizzero (Magari con una forchettina, uno stecchino non tanto per i denti quanto per tante altre cose)
Spago (tanto tre metri di spago quanto possono pesare od occupare? può sempre servire)
Torcia
Carta culo (da schiacciare non compratela già schiacciata vi prego... è come comprare gli spaghetti spezzati!!!)
Penne (non una...)
Guide (Lonely, Routard o locali)
Vocabolari (beh io parto che non so una cippa di spagnolo)
Mp3 reader (non è certo da sopravvivenza ma visto le dimensioni e i gb che contiene perchè non portarselo?)
Borraccia termica
Borsello tracolla/marsupio invisibile (quelli che sembra che non si vedono ma te lo vedono tutti per passaporti e documenti)
Calcolatrice (per eventuali vaute straiere assurde da calcolare a mente)
Diario (non solo come diario di viaggio ma anche per partire con appunti tipo numeri di telefono di contatti locali, prefissi, valuta di cambio e sopratuto password furbizzate per eventuali email, msn messanger e chi più ne ha più ne metta!)
Libro (per un eventuale lettura, io ho scelto "Cent'anni di solitudine" di Garcia Marquez e non rompete con la storia del pessimismo, è un premio nobel cagoni!! eheh )

Documenti
Passaporto con validità a seconda del paese (nel mio caso 6 mesi)
Visto (se richiesto)
Carta Credito
Carta Bancomat (porterei sia la carta che il bancomat per eventuali smarrimenti o...)
Assicurazione (L'ho fatta con la GLOBE ma anche Europe Assistance è raccomandatissima. Per l'assicurazione guardate le coperture mediche, la copertura dei biglietti aerei, dello smarrimento dei bagagli... in colombia per esempio la Europe Assistance copre anche spese legali per la droga visto che c'è il rischio di trovarsi nello zaino sorprese. Ho fatto l'errore di dimanticarmene e la GLOBE non la copre, occhio ai dettagli)
Biglietti aerei
Carte Vaccini (in alcune località chiedono il certificato altrimenti non si entra!)
Fotocopie di Documenti e Biglietti (che non servono a nulla ma va beh.. due fogli sono...)

Medicinali
In aggiornamento

Vaccini
A seconda del luogo.
L'unico appunto lo farei su Dukoral, un nuovo vaccino per il colera che a differenza dei precedenti funziona e irrobustisce enormemente (a quanto dicono) sullo "squarro del viaggiatore", specie per i paesi tropicali... tutte quelle storie dell'acqua, della frutta e verdura ... si è molto più resistenti. Ho detto più resistenti non infottibili ok? Costa un po... tipo 35 euro mi pare. Io l'ho fatta.
Spero che il tutto possa tornare utile anche ad altri e se avessi dimenticato qualcosa perdonatemi e sappiate che ne sono partito sprovvisto! Magari segnalatemelo!

Ayeah!

Shella

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13 maggio 2007

Preparazione Viaggio!!! (Ecuador)

Ho deciso di dedicare la maggior parte dei miei giorni di viaggio a disposizione all'Ecuador perchè oltre ad ispirarmi di più come paese gode di una "quantità industriale di natura".Ho letto in giro feedback straordinari in merito! Inoltre sembra che il governo ecuadoreno stia pensando in un prossimissimo futuro di restringere ulteriormente i permessi turistici per le Galapagos se non addirittura di proibirne l'accesso. Questa è probabilmente la mia unica possibilità di vedere un sogno.. le Galapagos. Costeranno tantissimo e farò il possibile per limitare le spese ma non posso rinunciare a una settimana in questo paradiso terrestre.
Arrivato a Quito mi ambienterò un po' e mi informerò subito in merito all'arcipelago. Per raggiungere le Galapagos l possibilità sono tre... Da Quito, da Guayaquil (un po' più economico per il volo) e ... con un passaggio dell'aereonautica militare ecuadorena del costo di $300... chiaramente farò il possibile per avvalermi di questa possibilità!
Oltre alle Galapagos ci sono i dintorni di Quito ma sopratutto "l'Oriente" dove la giungla amazzonica regna.
Questo è il piano:


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Preparazione Viaggio!!! (Colombia)

Finalmente comincio a realizzare approssimativamente le zone che toccherò e questa che vedete è un'idea. I primi 10 giorni in Colombia sulla Costa Caraibica, un po di sole e tranquillità in un contesto coloniale come quello di Cartagena, uno tra quelli meglio conservati in tutto il sud america.
La base dovrebbe essere Santa Marta. I posti interessanti sembrano essere Taganga, il Parco Nazionale Tayrona, el Rodadero e altro.. spero di avere sufficiente tempo!
La Costa penso di raggiungerla con l'aereo da Bogota. Sembra che i prezzi andata e ritorno si aggirino tra i 60 e i 70 euro. L'alternativa sarebbe una legnata di 20 ore di bus per 45 euro solo andata... non sembra furba come alternativa...
Al mio ritorno a Bogotà mi troverò una coincidenza direttamente per Quito! Ecuador!

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William Hazlitt

"Lo scopo del viaggiare è conoscere e migliorare se stessi".
[William Hazlitt]

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05 aprile 2007

Iván Egüez

“La gente della mia Quito è imperterrita,
paziente, aperta, raramente esce dai gangheri.
È gente minuta,
ce ne sta molta in un quadro di vita quotidiana,
otto o nove sull’ultimo sedile di un bus urbano,
tre o perfino quattro in un letto d’ospedale,
venti sul pavimento di un cella,
migliaia nelle processioni del Venerdì Santo
per le stradine strette.
L’Ecuador è un paese portatile,
grande come un cappello di paglia,
così piccolo che sta in qualunque cuore.”

Iván Egüez

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03 aprile 2007

Programmando il viaggio



L'ultimo viaggio è stato in Messico, è stata la prima volta che ho respirato seppure da lontano un po di quel clima latino.
I ricordi sono ancora vividi...

Qui tra due lavori e l'università lo stress mi divora e le ferie me le hanno rifilate in un periodo veramente scomodo se devo valutare clima e compagnia bella.
Il problema è che i miei potenziali compagni di viaggio non hanno la possibilità di prendersi un mese tra il 15 Giugno ed il 15 Luglio quindi mi toccherà andare in solitaria... e devo ammettere che l'idea non mi spiace nemmeno ))

Dopo due chiacchiere con il buon caro Musti mi sono convinto: Colombia... e se ci riesco già che sono li vicino farò un salto in Ecuador.
Ho comprato giusto ieri il biglietto. Ormai è certo. Vado.

Mi aspettano deserti che moriranno nel mare, catene montuose come quelle delle Ande, una natura selvaggia che prende il nome di Amazzonia e un mare caraibico che avrà un suono tropicale di salsa ed un sapore di aguardiente... e chissà quanto altro. Sono emozionato, non sto più nella pelle..non vedo l'ora di partire ma mi devo organizzare al meglio... e sopratutto... ho meno di due mesi per impararare lo stretto indispensabile per sopravvivere... lo spagnolo!!



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