02 gennaio 2009

Jack #3: Sogni

Sono giorni che ad ogni battere di ciglia quello che si presenta agli occhi di Jack è in continuo cambiamento. La prima volta che si è reso conto di questa assurdità... al riaprir degli occhi si è trovato catapultato in un passato tanto remoto quanto vivo. Un solo millisecondo e l'aria stessa pesava di passato. Anche la luce complice di un colore giallastro pareva come se fosse invecchiata. Istintivo quindi è chiudere gli occhi e cercare del raccoglimento. Meno istintivo invece il dover reagire al flash successivo... Riaperti gli occhi di nuovo nel presente ma in un luogo tanto irriconoscibile quanto familiare. Casa.
Jack sa bene che quella è la sua dimora anche se il pavimento non è "quel" pavimento, anche se il letto non è "quel" suo letto ed anche se quelle mura non hanno nulla a che vedere con "quelle" sue mura. Ma una cosa è certa. E' casa.
E' tutto troppo confuso e la miglior cosa è richiudere gli occhi ancora una volta per riaprirli dopo un giusto riposo... dormire un po'.

Jack si sdraia sul letto e chiude gli occhi ma, non appena li chiude, sente come una mano sulla spalla. Una mano grande, una mano forte, una mano decisa e ferma. Riapre gli occhi di botto: è sconvolto ma, non c'è nessuno. Si rende conto però che per l'ennesima volta è ancora tutto diverso... diverso come al solito. Ora però riconosce in pieno la sua stanza, la sua finestra ed i suoi vestiti sulla sedia, e comincia quindi a sognare...

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19 settembre 2008

Jack #2: Vento ed Acqua

Il vento non ha voce. Se non fosse per gli ostacoli in cui sbatte nel suo cammino passerebbe inosservato, per la sua strada. Jack lo sa.
Così come l'acqua non ha forma... se non quella che gli spetta.
In un bicchiere assume la forma del bicchiere mentre sull'asfalto una goccia d'acqua prende la forma delle imperfezioni della strada sulla quale essa cade.
E' mattino presto e la luce non ha ancora affrontato per intero il suo viaggio. Sono solo pallide sfumature di chiarore quelle che attraversano le tende intrise di fumo nella camera dove ogni giorno Jack si sveglia.
Mentre l'aroma di caffè si espande per la casa, Jack si lava la faccia nel tentativo di ingannare il sonno, ma quando con le mani raccoglie l'acqua si rende conto che la forma che l'acqua assume tra le sue mani... non ha nessun senso.

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24 agosto 2008

Jack #1 - Jack e Khron.

...e così, tra un sole ed una luna il mondo continua a girare su se stesso. E Khron passa, procede. Inesorabile. Spietato.
Si spietato. Come se volesse bruciare tutto quello che gli si pone davanti. Khron va.

Jack dal canto suo è preso sempre dalle solite cose, dal suo solito lavoro e dai suoi soliti impegni.
Per quanto Khron possa essere veloce del resto... a Jack cosa potrebbe importargliene? Tanto non sarà mica lui a poter fermare quella sua spietata corsa... Jack può solo pensare a quel che s'ha da fare. Jack non può farci nulla.

Khron intanto, con l'inganno, gli porta via una cosa, poi un altra ed un altra ancora... e se ne va, si allontana, poi rallenta e Jack ha come l'impressione che esso si volti a guadarlo con occhi freddi e con un sorriso arrogante e di superiorità. Il povero Jack, ancora una volta, non può fare nulla se non strigere i denti e farsi forza. Ora non può rincorrere il suo nemico. Ora non può fare nulla. Quindi memorizza quello sguardo provocatorio del suo antagonista e conservando quel suo primo piano si promette che un giorno andrà per la sua strada, seguendo le tracce di Khron.

Quindi Jack torna al suo fa fare, tentando di non pensare troppo a quanto gli manca e a quanto gli mancherà quell'ultima, dolce, piccola e amorevole cosa che Khron gli ha strappato via senza farsi troppi scrupoli.

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