02 gennaio 2009

Jack #3: Sogni

Sono giorni che ad ogni battere di ciglia quello che si presenta agli occhi di Jack è in continuo cambiamento. La prima volta che si è reso conto di questa assurdità... al riaprir degli occhi si è trovato catapultato in un passato tanto remoto quanto vivo. Un solo millisecondo e l'aria stessa pesava di passato. Anche la luce complice di un colore giallastro pareva come se fosse invecchiata. Istintivo quindi è chiudere gli occhi e cercare del raccoglimento. Meno istintivo invece il dover reagire al flash successivo... Riaperti gli occhi di nuovo nel presente ma in un luogo tanto irriconoscibile quanto familiare. Casa.
Jack sa bene che quella è la sua dimora anche se il pavimento non è "quel" pavimento, anche se il letto non è "quel" suo letto ed anche se quelle mura non hanno nulla a che vedere con "quelle" sue mura. Ma una cosa è certa. E' casa.
E' tutto troppo confuso e la miglior cosa è richiudere gli occhi ancora una volta per riaprirli dopo un giusto riposo... dormire un po'.

Jack si sdraia sul letto e chiude gli occhi ma, non appena li chiude, sente come una mano sulla spalla. Una mano grande, una mano forte, una mano decisa e ferma. Riapre gli occhi di botto: è sconvolto ma, non c'è nessuno. Si rende conto però che per l'ennesima volta è ancora tutto diverso... diverso come al solito. Ora però riconosce in pieno la sua stanza, la sua finestra ed i suoi vestiti sulla sedia, e comincia quindi a sognare...

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