27 luglio 2007

Basta cemento!


Vent'anni. Anzi di più. Più di vent'anni! Ed ogni giorno, ogni mattino, che fosse luminoso e splendente o grigio e uggioso... lui era li. Sempre. Anche la sera, sotto le stelle.. lui era li. Sempre. Ha avuto amici che rispondono al nome di granoturco, Albero e Boschetto... ma questi sono già stati portati tutti via. Rapiti. Rapiti dall'avidità di chi non resiste al brivido di trasformare verde in grigio e campi in cemento. E' rimasto solo ma la sua grande consolazione sono i cani che scorrazzano su di lui ed i bambini che giocano con le sue enormi "balle di fieno". Il suo nome è "IL CAMPO". Ora i vertici ed i padroni di questa triste realtà gallaratese sono riusciti a metterci sopra le loro sporche mani e progettano di costruire OTTO palazzi non lasciando 1 solo cm quadrato di verde pubblico.... Mai più bambini che giocano sulla neve... mai più spazio per far correre i cani, mai più un verde che meglio di qualunque altra cosa riusciva a darti il più sincero e leale "BUONGIORNO".

Ora sogno un Van Gogh che resuscita e viene a dipingere ciò che resta di questo semplice e umile campo...
Sogno l'opera messa in vendita e l'incasso sufficiente a comprare il terreno per tenerlo sempre così com'è... come è sempre stato.

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19 luglio 2007

Io di li! Io di là!

Questa è la prova che internet è una rete incredibilmente intrecciata ))

http://uneballadedanslemonde.blogs-de-voyage.fr/...

Cherridere ))

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Sucede


Sucede a veces que uno se enamora de los árboles,
Por la sombra que producen,
la fuerza de sus ramas
o la dulzura de sus frutos

Sucede, también, a veces,
que el árbol que uno ama se convierte en hombre,
y uno ama sus ideas, sus labios, su corazón, sus brazos,
o el sexo, porque los árboles tienen sexo.


Y Sucede, después, a veces,
que el árbol que uno ama esta tan cerca que asombra,
asusta, deja de ser un árbol, parece un sol que deslumbra a los ojos enamorados

y Sucede, entonces, a veces,
Que uno no sabe si cerrar los ojos y esconderse
o contemplar al arte, hombre, sol hasta quedarse completamente ciega.

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18 luglio 2007

Sulla lama del rasoio

L'ultimo giorno a Bogotà, prima di uscire, l'unico rasoio per radermi era un usa e getta di pessima qualità. E' bastato un attimo di distrazione e tra un errore commesso ed un altro di recupero, sono stato costretto a radermi completamente il volto. Non era la prima volta. E' già capitato...
Quando mi rado completamente non mi riconosco, mi vedo diverso. So che è solo una questione di abitudine ma è pesante. Pentendomi dell'errore fatto, ogni volta che lo ricommetto mi prometto di non cascarci più... ma alla fine, quel 13 luglio, ci sono ricascato.

Il primo giorno in Italia, davanti al pc, guardavo il sito di un amico. E' bastato un attimo di attenzione e tra una foto e l'altra, sono stato costretto a controllare la temperatura del sangue che scorreva nelle mie vene... sangue che per un attimo si stava gelando. Questa sensazione non è la prima volta che la provo. E già capitato...
Pentendomi dell'errore fatto, ogni volta che lo ricommetto mi prometto di non cascarci più... ma alla fine, quel 16 luglio, ci sono ricascato.

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14 luglio 2007

Back to Bogota'.



Se dopo due giorni di viaggio, a Quito, come diceva il Mus mi sembrava di essere gia' in viaggio da mesi.. ora che e' passato un mese mi sembra sia passato tutto in due giorni. Game Over.
Fra 30 minuti ho il volo. Il volo AF9804 arrivera' su Malpensa la domenica alle 11.35. Pacco! E pensare che lunedi' ho il turno di notte!Se il secondo giorno a Medellin sono uscito a ballare ancora con Fabian e gli altri in una discoteca locale, ieri sera sono uscito con gente che avevo conosciuto a Bogota' la volta scorsa e sono andato in una sorta di discopub di salsa. Rigaz che massacro! Sono tornato la notte alle 2.00 "muy borracho" ))
Vedere la gente che balla la salsa benissimo e' entusiasmante. Ubriaco ho ballato anche io chiaramente.. ma cherridere...
Queste due ultime tappe colombiane hanno confermato il calore della gente, la sqisitezza di questi luoghi poco battuti da viaggiatori.Come dice una frase in un book nell'ostello di Bogota', la Colombia e' un filtro di viaggiatori. Qui infatti ho incontrato la creme de la creme. Tutte persone interessanti. Tutte stupende.
Ora mi aspetta l'aereoporto e mi auguro di non dover disfare lo zaino per la polizia perche' giuro che non riesco a rimetterci tutta la roba dentro!Un abbraccio a tutti, ci vediamo prestissimo e grazie ancora per avermi seguito in questo mese di lucida follia.
Shella.

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11 luglio 2007

Medellin: Gnocche e.... gnocchi!





Il bus questa volta era piu' serio e con mia sorpresa... scopro solo ora che anche i bus hanno prezzi.... trattabili! E via! 19000 pesos in meni per il viaggio.
Arrivo fresco fresco a Medellin alle 7.30 e che ve lo dico a fare? Nel bus c'erano tre tipe con tettone enormi ahahha!
Comunque bando alle ciancie, arrivo all'ostello Casa Kiwi e dopo aver preso possesso del letto nel dormitorio mi vado a fumare una sigaretta sul terrazzo e chi ti becco? Un americano che avevo conosciuto il primissimo giorno a Bogota'. Poi mi accendo la sigaretta e chi ti becco? Fabian! Lo scoppoato Uruguayeno. Ma daaaaai! Che stile! Subito ci ritroviamo e dopo un po di orientamento in ostello andiamo a fare la spesa in centro... eh si! Perche' stasera si fanno gli gnocchi! Lui fa gli gnocchi Napoli style ed io il sugo. Un successone chiaramente! Ah a proposito ma qualcuno gli gnocchi li ha mai fatti con il chiaro dell'uovo anziche' usando l'acqua? Per me e' stata una news ma dio.. sono venuti eccezionali!
La sera lui ed altri vanno ad una festa privata per la quale avevano gia' gli inviti ed io resto stanco morto in ostello con un francese ed altra gente a suonare la chitarra .. chiaramente il BATTUEEEEN (mmm mmm mmm) sdraia tutti ;-)
Domani giretto a Medellin e la sera rrrrrrumba!

P.s La foto degli gnocchi e' storta ma oh... girate il monitor!

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Cartagena!





...Immaginate un Viale dei Tigli su un bus per 23 ore con una temperatura media di 20 gradi sottozero e ogni singolo minuto... dico ogni SINGOLO minuto... con un sottofondo musicale di musica locale... e affianco un ciccione!
Ecco... un giorno in bus cos¡ ma alla fine arrivo. Cartagena! Arrivo alle 8.00 di mattina.

Qui fa un caldo assurdo e c'e' un afa umida ma sono al mare! Sono ai Caraibi!
Scelgo l'ostello nella peggio zona, chiamata Gestamani'. E' la piu' economica e tutti i viaggiatori zaino in spalla sono da queste parti. All'inizio non ispira un granche' la zona ma dopo un po' ci si abitua. Per due giorni non si possono vendere alcolici per via delle elezioni ma io invece che cedere alla coca e al fumo che vendono da 'ste parti riesco a farmi vendere una bella bottiglia di birra ed una Aguardiente che mi bevo con lo stesso tizio che me la vende e con cui passo un bel paio di ore a chiacchierare di politica, sudamerica e .. calcio!

La citta' vecchia, a due passi da Gestamani', e' qualcosa di eccezionale anche se molto turistica.
Quindi passo la serata tra il vedere la citta' vecchia di notte e facendo due chiacchiere con gente del posto promettendomi la spiaggia per l'indomani.

Il giorno successivo infatti mi catapulto su una isola poco frequentata da turisti. Si chiama Boca Grande ed era in passato un punto strategico per bloccare e affondare le navi dei bucanieri e degli inglesi che si accingevano ad approdare sull'isola allora spagnola. Ora c'e' gente molto vivace e tranquilla, un sacco di bambini che passano tutto il tempo in acqua ed un paesino piccolo e colorato.
Passo tutta la giornata con Roberto che mi fa da guida, in un certo senso, e che ricompenso con la mia cannottiera, 2 birre e 5000 pesos (2 euro).

Torno a Cartagena e mi fiondo al terminale del bus dove mi aspetta un altra notte in viaggio.. destinazine: "il paese dalle tette grosse"!! Medellin!

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07 luglio 2007

Villa de Lleyva




Villa del Leyva e' una cittadina tranquillissima.
In una parola: stupenda. Questa e' la citta' che hanno anche uato come sceneggiatura di Zorro. In effetti si presta benissimo!
La piazza e' la piu' grande di tutta la colombia nonostante il paese sia piccolissimo in se.
Tutte le vie sono in stile coloniale con case tinte in calce, bianche. Bianchissime. E' bello passeggiarci. Peccato che ho sul groppo solo tre ore di sonno e devo dormire assolutamente.
Arrivo alle 15.00 e tiro duro con le palpabre calanti fino alle 22.00 per godermi lo spettacolo della citta' illuminata di notte e la gente che suona in piazza.
L'indomani parto per Cartagena. Mi fermo 4 ore a Tunja dove ho il bus per i caraibi e approfitto per vedere case coloniali del fondatore e di altri signori dell'epoca coloniale. Cartagena e' lontanissima e mi spettano 21 ore di bus. Il tempo stringe e mi sa che devo rinunciare a qualcosa.... non so se rinunciare al parco Tayrona con spiagge mozzafiato sul mare dei caraibi e civilta' indigene... o alla zona caffettera... o a Medellin dove le ragazze sono le piu' belle del mondo e hanno tutte le tette grosse rifatte ahahha!
AAAAAAA VOGLIO UN ALTRO MESE!!!!!
:-)

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Addio Ecuador, Buongiorno Colombia!

Addio Ecuador...
Oltre all'addio anche un paio di vaffanculo sono dovuti.
Vaffanculo al taxista del tour operator che mi ha fottuto 40 euro.
Vaffanculo alla tassa aereoportuale ecuadoriana che ti da una legnata di 37 dollari di uscita aereoportuale.

A parte questi leggeri inconvenienti. Figata! Colombia! Sono arrivato a Bogota' e mi sono sistemato nello stesso ostello del 16 Giugno. Platypus.
Anche a sto giro ho conosciuto gente favolosa. Due in particolare.
Fabian, un Uraguayano che ha fatto mesi di esperienza lavorativa a Lanzanote con un gruppo di Napoletane e ora parla dialetto napoletano oltre all'israeliano, lo spagnolo... lui e' giunto in Colombia attraversando la Selva in barca sul fiume. Un pazzo :-) Un gigante!
Un altro pilastro dello stile e' Francesco. Calabrese. Che gioia sapere che c'e' gente come lui. 30 anni e tanto stile. Si e' girato per 7 mesi tutto il sudamerica ed e' scoppiatissimo!

Per la cronaca ho sentito per telfono Monica, il contatto colombiano a Bogota', doveva richiamarmi in ostello e non ha chiamato nessuno. Sembrava entusiasta eppure... solita storia: "si si si si!!" ... SEEEEEEEEE!

Arrivato a stomaco vuoto la sera German, il boss dell'ostello, un guru dei viaggi citato anche dalla Lonely, mi offre una birra. E una. Poi io nel leggere la guida me ne faccio altre due... e tre.

Nonostante sia arrivato tardi ed incazzato per i 40 Euro rubati comunque mi sono fatto convincere ad uscire con loro, Fabian e Franceco la notte a Bogota'. Siamo stati all'Escobar, una discoteca tipica della Candelaria. Io non sono il tipo da discoteca e tutti lo sanno, pero'...
Francesco e Fabian mi offrono una birra e all'Escobar con 5 dollari entri con 2 consumazioni. Una birra ed un Cuba Libre. Rigaz, mi sono divertito da morire!!!
[...]
Torno in ostello alle 4.30 e mi sveglio alle 8.00 "crudissimo". Faccio colazione con un tinto ed uno Yogurt + cereali e mi avvio per Villa de Lleyva.

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Mercanti di Liquore - Il Viaggiatore

Il viaggio non è l'emozione di attimi pericolosi
il viaggio è la gioia del tempo
pericolo è stare rinchiusi
Direzione casuale, non prevede sostachi viaggia detesta l'estate
l'estate appartiene al turista
Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.
Mischiare presente e ricordi, le strade possibili fatte
fu forse salsedine o neve
fu forse ponente o levante
L'amore lasciato sospeso, qualcuno ne approfitterà
ma questo riguarda il ritorno
remota possibilità
Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.
Se impari la strada a memoria di certo non trovi granchè
se invece smarrisci la rotta
il mondo è lì tutto per te
Paese significa storia e storia significa lingua
impara la tua direzione
da gente che non ti somiglia
Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perchè di mestiere ha scelto il mestiere di vento.

(Grazie Biatis!)

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05 luglio 2007

Il richiamo della Jungla!




Due giorni e mezzo sono troppo pochi per fare belle escursioni e troppi per non fare nulla e marcire a Quito. Non sapevo cosa fare e quindi mi rivolgo alla stessa catena di agenzia viaggi che buscai a Banos. Mi propone un tour con Rafting, Bike, Trekking di due giorni. Accetto al volo! Posso finalmente vedere la Jungla!
Mi rendo conto che gli spostamenti che ho fatto sono degni di Guybrush Treepood in Monkey Island ma i viaggi costano poco e io... non me la meno a stare in bus!
Arrivo a Banos in serata e scopro che l'escursione c'e' ma per via di problemi vari che non sto a raccontare salta il rafting che si sostituisce con la canoa e niente bicicletta... che sinceramente mi spiace ma.. neanche tanto.
... ora la Giungla... avrei da raccontare tremila cose ma devo essere riassuntivo.
La Giungla e' una foresta tropicale dove si possono vedere foglie di 3 metri quadri, alberi giganteschi, liane, piante parassite che crescono sugli alberi stessi.. e la cosa piu' spettacolare e' che gli indigeni locali usano queste piante, le loro resine, le loro foglie e via dicendo per sopravvivere. Alcune resine vengono usate come cicatrizzante per le ferite, altre per igenizzare tipo acqua ossigenata, altre, come il curano, per uccidere scimmie e pappagalli.. ottimi da mangiare... in caso di sopravvivenza.
La giungla e' umida e ha un suo odore. Anche se rari si trovano alberi di vaniglia per esempio.
Senza una guida perdersi e' un attimo.
Tra una chiacchiera e l'altra Jose', la guida, mi dice finalmente la differenza tra "selva primaria" e "selva secondaria". Se la selva secondaria e' un bosco tropicale con pochi animali e sentieri bene o male tracciati.. la selva primaria e' una fitta vegetazione di alberi immensi e piante gigantesche popolata da anaconde, boa, piranha, zanzare malariche, Moghli, Tarzan, Jane e Cita. Praticamente potete immaginare io quanto "vorrasbu". Comunque la Selva Primaria e' distante e quella incazzosa sta a nord est del'Ecuador.
Nelle varie selve ci sono parecchie comunita' indigene. Alcune sono aperte al dialogo e al nostro mondo altre.. piuttosto uccidono. Tra queste ci sono i Taromenane che non accettano nulla. Anche il passagio sul fiume e' pericoloso. Se una canoa si permette di passare nella loro zona... c'e' il serio rischio di essere investiti da una quantita' industriale di lancie. Lancie perfette. La guida dice che quando una lancia ti trapassa non te ne accorgi nemmeno e una volta trafitto non puoi estrarla perche' le seghettature sono fatte in modo specifico da ... incastrarsi negli organi! Azz. E chi li cerca sti tizi? Beh un tipo e' andato li a segare un albero secolare qualche anno fa. E' stato trovato con una cosa tipo 35 lance in corpo. Cosa penso personalmente? Gli sta bene...
Tutti questi discorsi li ho fatti in una notte di giungla con la guida Jose' di 27 anni bevendo birra e fumando un paio di sigarette in capanne di paglia immerse in uno scenario asurdo... lucciole enormi, piante fosforescenti e dei suoni assurdi di cri-cri, bi-bi, cu-cu e... "CHECCOSA"....
Dormire nella giungla poi, dopo aver fatto indigestione di stelle, e' stato fantastico. Non so perche' ma da quando sono qui in Ecuador nn ho mai dormito cosi' bene... giuro. Ed ero in una capanna a lume di candela.

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Otavalo e dintorni




Una volta visto il mercato sembra che Otavalo offre poco e nulla. I suoi dintorni invece... no!
In questo periodo fanno a turno i paesini dei dintorni con una serie di feste a base di danze, bere, mangiare e ancora danze... bere e mangiare in una full immersion di 24 ore su 24.
Quando io ero a Otavalo la festa era a San Pablo. Troppo distante e troppo poco tempo a disposizione.
Decido di investire il mio poco tempo per visitare l' "albero magico".
La leggenda vuole che un tempo un uomo ebbe un problema con la donna che amava. Non mi hanno spiegato esattamente che tipo di problema ma fatto sta che ci resto' cosi' male da trasformarsi in n albero.
Questo albero, lontano 5 km da Otavalo, e' ritenuto magico dagli indigeni locali per le sue proprieta' curative. Le foglie spezzate secernano una sostanza tipo vinavil che usano per curare le ferite e attorno ci sono piante di ortica che vengono utilizzate in casi di nevrosi o robe del genere. Ci sono due tipi di ortica. Quella che "pica" e quella che "pica dibbrutto".
Si trova in mezzo alla campagna e Otavalo e' il centro abitato piu' vicino.

A 4 km ancora dall'albero magico c'e' un lago. Il lago di San Pablo. Qui c'e' la festa e si sente la musica nonostante la distanza.

Per raggiungere l'albero mi sono servito di un taxi mentre per tornare beh... il taxista mi ha raccomandato di non protrarmi oltre le 17.00 perche' non ci sono piu' bus a quell'ora da San Pablo.

La giornata e' stupenda e tutto intorno sembra un quadro di Van Gogh. Alle 16 dopo aver chiacchierato con gente di campagna che mi ha spiegato la storia dell'albero, decido di incamminarmi verso san Pablo.

Anche il lago di San Pablo una volta fu un padrone che sfruttava la sua gente in modo disumano e quindi fu trasformato in un lago.

Mentre mi incammino vedo un cartello "Parque Condor". Decido di rinunciare a San Pablo per vedere questo parco. Qui ci sono Aquile, Falchi, Avvoltoi di tutto l'Ecuador ed il progetto conesso a questo parco cerca di combattere l'estinzione delle specie a rischio.

Mi faccio la mia visita e alle 17.30 mi incammino verso Otavalo. Ho perso il bus e devo farmela a piedi ma e' bellissimo. E' quasi il tramonto e intorno ci sono solo 4 capanne e campi di mais, prati luminosi e colline stile Windows Desktop prima installazione eheh.

Concludo la mia giornata ad Otavalo cos¡'. Stanco e soddisfatto di aver investito un altra giornata a vedere posti stupendi parñando con gente locale di campagna. L'indomani tornero' a Quito.


P.s. Le foto le allego appena trovo un pc decente!

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01 luglio 2007

Cuenca - Otavalo




Questi giorni sono di puro viaggio. Puro viaggio intesi come manipolazione dello spazio e del tempo.
A Cuenca ho passato una notte in un ostello all'interno di una casa del 900.
Devo ammettere che allo spuntare di qualche pallido raggio di sole la citta' ha assunto un aria completamente differente. E' incredibile come il sole possa cambiare le carte in tavola. Sono finito in una fabbrica artigianale nella quale fanno i Panama a mano. Cuenca e' la capitale in questo. Pero' sfiga vuole che mentre stavo cercando di fare un filmato con il tipo del negozio le batterie mi danno picche e non ho quelle di riserva per via della difficolta' a trovare prese buone per la ricarica. E' un vero peccato! Lascio Cuenca alle 20.00 di sera per raggiungere Quito con un bus che percorre la Panamericana. Da Quito cambio e vado a Otavalo. La piu' grande citta' mercato ecuadoriana! Qui i colori non finiscono piu' e le bancarelle sono innumerevoli. Se fossi arrivato un giorno prima... il sabato, mi sarei beccato anche tutte le vie zeppe di venditori!
Ora compro due cazzatine e poi studio dove passare questi ultimi giorni in Ecuador... ma sogno gia' la Colombia!!!

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