30 giugno 2007

Jungla o non Jungla?





Ho lasciato Banos la mattina del 28 Giugno dopo aver preso un due di picche da un viaggio che avevo gia' prenotato.

Consisteva in 66 km di Bike fino a Puyo, Rafting fino a Tena ed escursioni e trekking da indingeni locali.
Con la storia della frana pero' non c'e' nessun turista e non si e' fatto il numero quindi... ho deciso di andare da solo in bus a Tena.

Per la strada c'erano baracche di legno con tetti in paglia isolati dal mondo. La strada era tutta dissestata ed il bus andava spesso a passo d'uomo.

Arrivati a Tena pensavo di trovare Tarzan e Jane ma a parte qualche Cita devo ammettere che sono rimasto delusissimo. Certo l'aria che si respira profuma di giungla e la natura con il suo rio Napo e' veramente impetuosa e incazzata ma... non so me l'aspettavo diversa!

Tutte le escursioni ho scoperto che partono dalla Banos che ho lascaito e da Quito. Qui si puo' fdare solo rafting ma oltre a costare 60 dollari a botta resto sempre solo senza un gruppo. I pochi (2 o 3) viaggiatori in giro sono gia' in partenza per altre mete.

Ho quindi passato il pomeriggio a cercare offerte per escursioni che non ho accettato, a bere birra con un Inglese che lavora a Coca per un progetto e la sera a cenare con Ecuadoregni del posto con i quali ho parlato di politica, famiglia, Europa ed altro. Il giorno successivo dopo aver visto il parco Amazzonico di Tena, uno zoo in un certo senso... sono partito alla volta di Cuenca.

Mi sono sparato 16 ore di bus in 3 cambi su strade sterrate. Tena - Puyol - Macas - Cuenca.

Puyol e Macas non hanno nulla da offrire. Cemento e basta. Quindi arrivo a Cuenca e nel bus la sogno. La sogno come una citta' pulita e coloniale con uno stile che ne so .. tipo quello di Granada in Spagna. Sogno la gente che si muove sfiorando con i piedi il terreno come se pattinasse sul ghiaccio. Sogno una Cuenca bellissima.. poi arrivo e anche qui una delusione in un certo senso.

Sara' il tempo uggioso da tre giorni. Sara' che la Lonely me l'aveva fatta immaginare superiore alle normali aspettative, sara' che ho fatto le prime due settimane cos¡ intense che adesso paragono tutto al fascino delle Galapagos o alle gelide carezze del Pichincha... fatto sta che ora andro' a vedere un giardino di orchidee enorme e stasera potrei tornare a Quito per cercare un escursione nella giungla.... non posso farmela mancare assolutamente!

[Foto relative a Tena - Rio Napo]















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28 giugno 2007

La tranquilla Banos...







Lasciate le Galapagos mi trovo a scegliere tra due opzioni. La lontana Cuenca e la piu' vicina e "tranquilla" Banos a sole 3 ore da Quito.Opto per Banos anche se sull'aereo ho letto sul giornale che la strada e' bloccata per una frana. "Beh se alla stazione dei bus mi dicono che si riesce ad andare si puo' fare no?"Alla stazione infatti mi hanno assicurato che il pullman arriva al punto di frana poi dopo 5 minuti di camminata a piedi c'e' dalla parte opposta un servizio di camionetta che porta in citta'.Mi metto in viaggio a bordo del bus pensando ai bagni termali che mi spettano, ai massaggi, alla possibilita' di lavare i vestiti sporchi e alle escursioni nella giungla!Alle 21.30 il pullman arriva sul punto di frana con tanto di Polizia ed io Xavier, un autoctono, e due turiste, mamma e figlia che manco sapevano della frana ci incamminiamo per raggiungere la parte opposta.La strada e buia, il cielo e' nero e non c'e' ne luna ne stelle che brillino.Mi accorgo che c'e' un "PICCOLO" problemino.La frana e' GIGANTESCA e io ci sto camminando sopra! Il tizio e' sicuro di se stesso e non desta nessuna preoccupazione quindi non mi resta che essere emozionato e ... andare!Il pezzo di montagna e' venuto giu Giovedi' scorso e si ' portato via una cosa tipo 300 metri di strada asfaltata.Se sulla destra c'e' la montagna a sinistra c'e'... nulla. Buio.Non e' bellissimo ma a questo punto mica posso tornae indietro.Xavier dice che e' tutto tranquillo aanche se la Polizia ci sta urlando dietro dai megafoni dell'auto (ho realizzato cosa dicevano un po troppo tardi eheh)[...]La preoccupazione era di una seconda frana a sorpresa e sopratutto c'era un tratto di 20 metri veramente assurdo.Per di piu' io mi muovevo con zainone diestro e zainino avanti.Eppure non avevo la benche' minima paura. Ero emozionatissimo! [...]Io e Xavier facciamo questi maledetti 20 metri con l'aiuto della torcia senza la quale non si sarebbe visto nulla.Posiamo gli zaini e andiamo a recuperare mamma e figlia.Ora penso a quanto sono stato testa di cazzo e a quanto mi piace esserlo.La citta' e' priva di turisti sono l'unico pirla che ha azzardato a sta cosa e gli unci turisti che ci sono sono qui da prima della frana.La citta' e' isolata :-)Stamattina sono tornato sul posto della frana con una moto noleggiata dopo aver dormito in Hotel.Ho fatto delle foto e mi sono reso conto di quanto sono pazzo.Scusa Ma, scusa Pa. Non l'ho fatto apposta. Non avevo alternative! ;-)



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Finalmente Galapagos
















Approdare in queste isole per me e' stato come concretizzare un sogno.

Sapendo di avere poco tempo e di essere in alta stagione, ero consapevole di dover valutare ogni proposta di tour al peso di oro. Mi faccio convincere alla prima occasione trattando per un intero giorno il prezzo un tour per "6 dias".

Cio' che ho scelto e' stato un tour che toccava diverse isole: Santa Cruz, San Cristobal, Isla Flaminia, Isabela e Bartolome'.

[...]

Questo tour a differenza degli altri`prevede veloci spostamenti da un isola all'altra evitando di dormire a bordo di una nave.

Navigare con piccole imbarcazioni nell'oceano non e' il massimo specie se uno sei due motori della lancia si rompe e ti lascia in balia di enormi onde per mezzora! La Xamamina e' stata fondamentale per questo.

Cio' non toglie che di strizza ne ho avutra parecchia. Non tanto per il cadere in acqua quanto per il rischio di perdere le foto!

[...]

Il sole all'equatore non scherza. Sembra soave e tiepido ma alla fin della fiera mi ritrovo ustionato come un pirla non avendo usato le benche' minima crema. Pirla io :-)

Sono stati 6 giorni spessissimi. Sveglia alle 6 del mattino e lunghe traverstate in barca.. ma intensi e sicuramente indimenticabili.
Lo so che tutti vi aspettate che io parli delle Galapagos ma... beh non ci riesco.
Non sono abbastanza abile con la penna.
Come posso descrivere la sensazione di avere a che fare con cormorani che non si spostano dalla via di Puerto Ayora e ti guardano in faccia come a chiederti "CHECCOSA?".
Come posso descrivere il sapore di un pomodoro da albero tropicale in succo?
E come posso descrivere la sensazione di nuotare fianco a fianco con pinguini, cuccioli di otarie che ti guardano negli occhi sott'acqua a 2 metri di apnea e sopratutto l'andare a fare snorkeling e imbattersi in squali (Che ovviamente ti guardano tipo dicendoti: "CHECCOSA?")
Le galapagos sono un insieme di emozioni indescrivibili e nemmeno le migliori foto possono rendere loro giustizia.
Anche le stelle sembra brillare piu' intensamente, come se si affacciassero anch'esse a sbirciare lo stupore che queste isole hanno da offrire. Nel crepuscolo e al chiaro di luna. Sotto il sole e alle luci dell'alba.
Non posso scrivere nulla. Mi limito a confermare che l'appellativo di "ultimo paradiso" e' piu' che azzeccato e il timore di non tornarci mai piu' mi lascia un vuoto nel petto ma allo stesso tempo una enorme contentezza perche' ora so che c'`veramente un paradiso da qualche parte nel mondo.

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25 giugno 2007

Pleasure And Pain - Ben Harper

Pleasure and Pain - Ben Harper

I'm leaving here on the morning train

and I will never see this world again
I've felt pleasure
and I have felt pain
and I know now
that I can never be the same

How I wonder why the world can be so cold
and if only good die young
then left with me cruel here to grow old
and I felt pleasure
an I felt pain
and I know now
I can never be the same

And if someday I find my peace of mind
I will share my wealth with all of human kind
I've felt pleasure
and I have felt pain
and I know now
that I can never be the same

So if the sun does shine or rain does fall
I give thanks I've had my sight to see through it all
and I've felt pleasure
and I have felt pain
and I know now
that I can never be the same

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21 giugno 2007

Pichincha, 4781 metri.







Questa mattina la sveglia era alle 6.
Fortunatamente l'allarme del mio nuovo "Fashion Illuminator" da 3$ ha funzionato e dopo una colazione a base di macedonia di frutti tropicali, yougurt, muesli, huevo revueltos, succo di papaya, caffe', briosches e compagnia bella, sono partito alla volta del Pichincha. Un vulcano la cui bocca tocca i 4781 metri.
Dai 2800 metri di Quito abbiamo raggiunto i 3600 con un mezzo e da li .. via!
Passano poche decine di minuti di cammino per rendermi conto che a queste altitudini la forza e la fatica per porre un passo di seguito all'altro e' mostruosa.
Una ragazza del gruppo non ce la fa e viene portata al rifugio in auto. Lo stesso rifugio che devo raggiungere.
Mi trovo a contare solo sulle mie gambe mentre il cuore bussa nel mio petto come un pazzo in fin di vita alla porta di casa nel bel mezzo della notte.
L'ossigeno scarsegga e tocca bere molta acqua quando la testa gira.
Cosi' penso alle mie gambe, al mio cuore, all'integratore che ho preso prima di cominciare il cammino e ale sigarette che fumo.. dannandole e paragonando il fumo al vulcano stesso.
Mi impunto di arrivare in cima e fare su una sigaretta... per poi buttarla nella bocca del vulcano promettendomi di fumare meno... come un vulcano... solo di tanto in tanto.
Tra un pensiero e l'altro, una pausa e l'altra.. mi ritrovo ad essere l'ultimo.
Sul cammino si vedono folate di nubi gelide che tagliano la strada. Gli altri del gruppo sono piu avanti di me.
La temperatura scende ogni metro di altitudine che io conquisto, ma alla fine anche se sudato fradicio e con gli abiti completamente inzuppati di sudore, arruvo al rifugio, pensando "Cazzo!" e dicendo: "Ayeah!"
Arrivato trascinandomi la guida indigena, Chusky, serve the', biscotti, cioccolato per riprendere le energie.
Io mi cambio aggiungendo ai miei panni gli altri piu' pesanti e la giacca anti-vento dello scooter.
Ora la meta non e' piu il rifugio ed il sentiero non e' piu' una "semplice" strada sterrata che sale ma cumuli di roccie e sentieri sdruccievoli di pietra e sabbia lavica.
Alcuni passi conquistati allo scivolare ne costano due... e non e' bello! Sono sempre l'ultimo e gli altri non li vedo per nulla.
I sentieri sono invasi da una nebbia che in alcune zone e' cosi' fitta da farti pensare: "hey, ma qui a due metri a destra ci sono 4700 metri di -un cazzo di niente- ?"
Alla fine si segue il sentiero roccioso piu' sensato mentre il freddo non mostra la benche' minima pieta' nei confronti delle mie nude mani. 5 gradi.
Sono distrutto e mentre porto spingo un piede avanti all'altro vedo tra la nebbia Chusky che grida sorridendo "Carlos! Vamos vamos!".
Ci sono! Missione compiuta. Arrivo in cima e caccio un urlo potentissimo mentre dagli zaini sbucano le cerveze che all'aprirsi sprizzano come champagne per l'altitudine e con l'aiuto del forte vento gelido la schiuma vola.. a quasi 5000 metri di altezza.

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Quito, una bellissima delusione!

Il volo per Quito mi spetta di mattina presto.
Per le strade di Bogota' dal finestrio del Taxi non si vede nulla. Sono le 6.30 di mattino.
Il volo e' piu' breve del check-in e arrivo in men che non si dica.
Raggiungo l'ostello prenotato e devo ammettere che la Lonely aveva ragione. L'ostello e' tenuto da dio ed i colori delle mura sono piu' decisi di quelli del Messico.
Il problema sono i 2800 metri mescolati ai tre piani di scalini per raggiungere la terrazza. Qui la visuale e' aggiacciante. Il panorama e' stupendo e la citta' e' circondata da montagne e vulcani.
Quello che non mi convincie e' la gente. Da una parte sono tutti per lo piu' viagiatori in solitario come me ma ho l'impressione di avere a che fare con.. gente che ha 4..5... 10 anni meno di me... e quindi tra una cerveza e l'altra e tra una chiacchiera e l'altra passo la serata in questa mia piccola paranoia.
Il giorno seguente prendo la paranoia in contropiede e vado in centro. La lonely dipingeva Quito come una citta' pericolosa ma qui... si fanno tutti i fatti loro, anzi, fin troppo!
Sara' il fatto che Bogota' mi ha affascinato particolarmente ma la gente del posto non sorride come in Colombia, non si ferma a parlare come in Colombia e non ha tantomeno quel sapore sudamericano che percepivo in Colombia.
Continuo la mia pàsseggiata tra una piazza e l'altra inoltrandomi anche in quei posti sconsigliatio dalla Lonely ma non noto nulla di che quindi mi do al cibo.
Qui le cose cambiano! La frutta e' un altra cosa, sembra venire da un altro pianeta! Non ho mai mangiato frutta esotica cos' saporita. Alla Frutteria Monserrate, una sorta di posto fighetto locale, servono delle macedonie di frutta imbarazzanti. Sono buonissime e ci sono dei frutti avo nemmeno esistessero.
Mi faccio il mio prnzetto, compro un orologio da polso con allarme da 3 dollari per svegliarmi il mattino seguente e vado nella citta' nuova a comprare il biglietto... il biglietto per le Galapagos!
La citta' nuova non e' nulla di che. La chiamano Gringolandia ed ha senso solo di sera. Ci sono locali dove la Tennemts in lattina costa 6 dollari. Opto per il favoloso terrazzo in ostello con tanto di falo' e nuove compagnie anche piu' mature.
Ed e' con queste compagnie che a suon di Cuba Libre e Cerveza mi decido dopo la concessione di un giorno di acclimatizzazione a provare a compiere un altra impresa: Pichincha, 4780 metri. Un vulcano attivo vicino a Quito.

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17 giugno 2007

Primo giorno!!!

Finalmente vacanze.
Ieri sera sono arrivato in ostello dopo mezzora di ricerche visto che il tassista si era perso...
Effettivamente orientarsi in questo quartiere nonostante le calles e le carreras numerate cronologicamente e poste come una matrice... e' un pacco assurdo. Questa e' la zona antica, la citta' vecchia. Si respira un aria che non riesco a descrivere. E' SEMPLICEMENTE STUPENDO. Facio subito conoscenza con un Americano molto tra e tre israeliani simpaticissimi. Tutta gente che sta in viaggio mesi e mesi! Maledetti!!! Dopo chiacchierate e gossips io vado a letto e mi perndo il mio posto sul letto a castello superiore. Sono distrutto e ho veramente bisogno di dormire quindi do la buenas noches agli israeliani che mi hanno invitato in discoteca (...) e me la dormo.



Mi sveglio presto. E' domenica e sono le otto di mattina. Puntuale .. le otto!
Faccio colazione con un tinto dopo essermi sfaciolati il mignolo facendo bunging jumping dal letto ( e anche qui... cominciamo bene!!).


Mi organizzo un attimo e avendo poche ore per vedere la capitale mi fiondo in centro a Plaza Bolivar.

In giro la gente e' pochissima, c'e' una calma della quale ci si puo innamorare facilmente e l'aria che si respira ... non riesco a descriverla. So solo che sa di Sud America... Ci sono piu' militari che altro in giro alle prime ore e camminare in questa domenica a Bogota' mi da una manata di felicita' e di vita incredibile!
Inoltre la domenica chiudono le strade fino alle 14.00 e i cittadini si muniscono di bicicletta o si mettono a fare footing.



Vado in Plaza Bolivar, compro un po di frutta e l'acqua.
Da li mi dirigo verso la zona candelara che sarebbe il cuore della citta' vecchia.
I palazzi sono tutti coloniali e colorati e hanno un fascino particolare.

Poi faccio un giro al mercato e trovo un coltellino svizzero per 10 euro con tanto di bussola e luce.

Faccio due chiacchiere con un "hombre sin casa" e gli offro una sigaretta selfmade. Poi cerco di raggiungere il Monserrate, una collina raggiungibile con funivia. Ora la gente si moltiplica e in giro comincia ad esserci una vita cañiente.

Sulla strada vendono il succo di canna da zucchero che viene spremuta sul momento. E' buonissima e da un energia che non ha niente a che vedere con Red Bull e robe varie!



Il Monserrate lo raggiungo ai piedi ma pacco alla funivia perche' sono le 11.00 e alle 14.00 devo essere in aeroporto per Quito.
Sulla strada incontro una venditrice di sigarette con cui scambio una buonissima ventina di minuti di chiacchiere. Lei vorrebbe essere bianca.. io invece mulatto come lei eheh!

Infine eccomi qui, tornato in ostello dopo essermi perso un attimino a Quito.
E ora mi preparero' a mangiare qualcosa di localissimo per strada prima di raggiungere l'aeroporto.

La colombia deve essere fantastica e mi spiace dovergli dedicare solo una settimana. Mi sono preso benissimo per questo paese e in quanto a sicurezza e paranoie confermo... in Italia siamo proprio dei nerd...

P.s. Non riesco a pubblicare tutte le foto, abbiate pieta'! ;-)

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Fortunatamente non avevo un cent!!!


Il buongiorno si vede dal mattino. Arrivato in aereoporto grazie a Tzukky (grazie di cuore Tzu) mi viene in mente di fare un giro di celofan allo zaino e non avendo una lira mi precipito sul bancomat. Non trovo il bancomat! Dannazione l'ho dimenticato a casa per un giro assurdo di portafogli! Non un centesimo per chiamare Tzu e niente cellulare! Il check in e' gia partito e io sono investito dal panico. Panico! Ora?!!?!?! Elemosina... 50 cent... e chiamo super Mamma che mi porta il tutto in aereoporto con il super Papa'. Che culo!!! Grazie Ma, grazie Pa. Visto che avevo abbandonato la fila per prendere il bancomat e fare la celofanata, al ritorno mi trovo a litigare con un niggaz che sostiene che io mi sia infilato.... se non fosse stato 30 volte piu' grosso di me... grrr... Comunque a pate questo disguido, dopo 3 scali, ore di file e di check in e altre oer di chiacchierate con messicani, colombiani e venezuelani.. dopo ore di attesa a Caracas.. finalmente arrivo a Bogota'.

Approfitto per ringraziare tutti gli auguri di viaggio. Scusatemi se non sono riuscito a rispondere a tutti gli sms e le mail ricevute ma ho fatto tutto last minute... grazie a tutti! Vi ho nel cuore grazie muchos!

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13 giugno 2007

Lista zaino

Questa che segue è una lista di tutto ciò che mi porterò con me in viaggio.
Spero che questo possa essere di aiuto a chi si trova a fare lo zaino e si chiede in continuazione, come il sottoscritto, cosa manca visto che nella testa nonostante le esperienze passate, questa domanda ci assilla in continuazione.
Viaggiando da solo il carico devo portarmelo tutto da me e non posso dividere cose comuni come ad esempio i medicinali.
Ho suddiviso il tutto in vestiario, indispensabili, uglycase (beauty mi faceva incazzare solo a leggerlo!), nonplusultra (oh non sapevo come chiamare la sezione!) che contiene utensili e robe diciamo da sopravvivenza, documenti, medicinali e vaccini.

Vestiario

3 magliette di cui almeno una a manica lunga, questo sia per le zanzare che per i posti meno caldi)
2 pantaloni lunghi
1 pantaloncino
1 costume da bagno (vuoi che non mi faccio un bagno!!!??)
1 maglietta salute (Terrone sempre!!!)
1 maglietta supersalute (Sarebbe una maglietta della salute militare pesantissima, nel caso dovessi trovarmi per esempio sul Cotopaxy a 5000 metri)
7 calze (usa e getta e non)
7 mutande (usa e getta e non)
1 bandana (Come Berlusconi eheh)
1 cintura...
1 sandalo (da non usare con i calzini!!)
1 Scarponcino da trekking
1 maglioncino fine
1 maglione peso (un pile magari...)
1 Giacca anti-vento

Indispensabili

Sacco a pelo
Modulo (Quello da mettere sotto il sacco a pelo per intenderci)
Asciugamanone
Asciugamanino
Un po di sacchetti di plastica per evitare che le cose umide ammuffischino anche il resto nello zaino
Macchina fotografica
Batterie per macchina fotografica
Caricabatterie per macchina fotografica
Eventuali trasformatori di tensione
Cellulare (Non è indispensabile e io non me lo porto ma i prezzi al giorno d'oggi sono forse più convenienti rispetto ad acquistare le schede internazionali. Se lo compro cmq lo compro li per il discorso Triband e per le tariffe locali più economiche)
Una sveglia.

Uglycase
Spazzolino
Dentifricio
Sapone doccia
Sapone marsiglia (per lavare)
Rasoio a mano (per labbarba!!!)
Schiuma x barba (ci sono quelle della intesa ad esempio che sono mini)
Forbicine per le zanne
Termometro magari digitale che quello al mercurio ad alte quote potrebbe dare due di picche
Elastici per i capelli e per qualsiasi altra cosa
Uncinetto!!!! (beh a me serve per i dred...)
Filo Interdentale (che serve per l'igiene ma può servire per qualsiasi cosa da legare, appendere...)
Salviette umidificate
Nonplusultra (sopravvivenza)
Coltellino Svizzero (Magari con una forchettina, uno stecchino non tanto per i denti quanto per tante altre cose)
Spago (tanto tre metri di spago quanto possono pesare od occupare? può sempre servire)
Torcia
Carta culo (da schiacciare non compratela già schiacciata vi prego... è come comprare gli spaghetti spezzati!!!)
Penne (non una...)
Guide (Lonely, Routard o locali)
Vocabolari (beh io parto che non so una cippa di spagnolo)
Mp3 reader (non è certo da sopravvivenza ma visto le dimensioni e i gb che contiene perchè non portarselo?)
Borraccia termica
Borsello tracolla/marsupio invisibile (quelli che sembra che non si vedono ma te lo vedono tutti per passaporti e documenti)
Calcolatrice (per eventuali vaute straiere assurde da calcolare a mente)
Diario (non solo come diario di viaggio ma anche per partire con appunti tipo numeri di telefono di contatti locali, prefissi, valuta di cambio e sopratuto password furbizzate per eventuali email, msn messanger e chi più ne ha più ne metta!)
Libro (per un eventuale lettura, io ho scelto "Cent'anni di solitudine" di Garcia Marquez e non rompete con la storia del pessimismo, è un premio nobel cagoni!! eheh )

Documenti
Passaporto con validità a seconda del paese (nel mio caso 6 mesi)
Visto (se richiesto)
Carta Credito
Carta Bancomat (porterei sia la carta che il bancomat per eventuali smarrimenti o...)
Assicurazione (L'ho fatta con la GLOBE ma anche Europe Assistance è raccomandatissima. Per l'assicurazione guardate le coperture mediche, la copertura dei biglietti aerei, dello smarrimento dei bagagli... in colombia per esempio la Europe Assistance copre anche spese legali per la droga visto che c'è il rischio di trovarsi nello zaino sorprese. Ho fatto l'errore di dimanticarmene e la GLOBE non la copre, occhio ai dettagli)
Biglietti aerei
Carte Vaccini (in alcune località chiedono il certificato altrimenti non si entra!)
Fotocopie di Documenti e Biglietti (che non servono a nulla ma va beh.. due fogli sono...)

Medicinali
In aggiornamento

Vaccini
A seconda del luogo.
L'unico appunto lo farei su Dukoral, un nuovo vaccino per il colera che a differenza dei precedenti funziona e irrobustisce enormemente (a quanto dicono) sullo "squarro del viaggiatore", specie per i paesi tropicali... tutte quelle storie dell'acqua, della frutta e verdura ... si è molto più resistenti. Ho detto più resistenti non infottibili ok? Costa un po... tipo 35 euro mi pare. Io l'ho fatta.
Spero che il tutto possa tornare utile anche ad altri e se avessi dimenticato qualcosa perdonatemi e sappiate che ne sono partito sprovvisto! Magari segnalatemelo!

Ayeah!

Shella

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